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Henry Charles “Hank” Bukowski Jr., nato Heinrich Karl Bukowski (IPA: [buːˈkɒfski]), noto anche con lo pseudonimo Henry Chinaski, suo alter ego letterario (Andernach, 16 agosto 1920 – Los Angeles, 9 marzo 1994) è stato un poeta e scrittore statunitense.

Fonte: Wikipedia

Segno zodiacale: Leone

Le frasi più belle di Charles Bukowski

Era bello stare insieme e bastava.

Se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego: abbattetemi.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.

Adesso lo so che lo sei sbronzo! Solo un fesso s’innamora di una donna viva.

“La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?”

Io avevo solo la spietata e dolce voglia di rivedere quegli occhi e tenerli ancora un po’ con me.

Dimostramelo. Le parole non bastano, nemmeno quelle belle.

Tu, dolce ferita mi tagli il cuore; ma io sorrido sai? Non mi fa male questo maledettissimo male

 La testa si deve perdere in due altrimenti è un’esecuzione. 

 Ho smesso di cercare la “persona dei sogni”; me ne basta una che non sia un incubo. 

Che sei pazza. So che sei pazza, e che hai così tanta dolcezza negli occhi che mi uccidi.
E quando chiudi gli occhi sembri una bambina innocente; l’ultima volta che ti ho baciata mi sono ammalato di te, dicono io non voglia guarire.
Ma perché dovrei? Io voglio andare all’inferno con te. 

La gente si aggrappa all’abitudine come ad uno scoglio, quando invece dovrebbe staccarsi e tuffarsi in mare.
E vivere.

 Ogni notte è sprecata se passata da soli.

Bisogna sempre provarci, meglio avere delusioni che rimpianti.

E pensavo: Forse mi ci abituerò. Non mi ci abituai mai. 

Sdraiato sul letto, sentivo il mio cuore battere forte. Era un suono triste.

Pochi mi dicevano qualcosa. Per lo più erano come polvere nella mia bocca, sabbia nella mia mente. Nessuno aveva niente a che vedere con me o con quel che provavo: dove mi trovavo – in nessun posto – che cosa facevo – niente – e cosa volevo – sempre niente.

Me le sono cercate, ho dato tutto a chi mentre mi faceva promesse, aveva le dita incrociate.

A quella ragazza piaceva tutto quello che mi annoiava e tutto quello che piaceva a me annoiava lei. Eravamo compagni perfetti: ciò che ci faceva tirare avanti era la tollerabile e intollerabile distanza tra di noi. Continuavamo a incontrarci ogni giorno – e ogni notte – senza risolvere niente e senza nessuna probabilità di trovare una soluzione. Perfetto.

Che poi ne dicono tante di cose: dicono che non si deve nemmeno fumare, che non si deve starsene per molto tempo al sole, che non si devono mangiare molti dolci, sempre cose che non si devono fare dicono. Secondo loro bisognerebbe vivere con un contagocce in tasca, con un contagocce ed un conta grammi.

 Tutto si riduce all’ultima persona a cui pensi la notte, è lì che si trova il cuore.

Mi sorrideva, sapeva di fregarmi con quel sorriso.

Quando sorrideva io non capivo più nulla.

Non sapevo più parlare né pensare.

Niente, zero.

Ti ho dato tante di quelle occasioni 

che avresti dovuto portarmi via 

parecchio tempo fa.

La vita va avanti amando chi non ci ama e essendo amati da chi non ameremo mai.

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